(Adnkronos) – "Mi sono sentito male per un edema per la presenza di un tumore. Mi hanno operato e hanno rimosso quasi tutto il tumore. Ora devo seguire le terapie". Alessandro Di Battista, a diMartedì, fa il punto sulle condizioni dopo l'operazione subita a Cuba. L'ex deputato del M5S ha accusato un malore alla fine d'agosto ed è stato sottoposto ad un intervento d'emergenza prima del rientro in Italia. "Sono andato a Cuba per fare dei reportage per il Fatto Quotidiano e tv Loft. Mi sono sentito male per un edema cerebrale per la presenza di un tumore che mi è stato riscontrato. A Cuba hanno fatto gli esami giusti, hanno individuato la malattia e hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l'edema e hanno permesso di operarmi", rivela Di Battista nella prima apparizione televisiva dopo la diagnosi e l'intervento. "Hanno asportato quasi tutto il tumore, ora farò le cure sperando che funzionino. Faccio parte di quel club di cittadini, italiani e non solo, che dicono 'ma perché proprio a me?'. Se questa malattia, la peste del XXI secolo, ha un pregio è che è democratica, colpisce tutti. Non sono uno di quelli che dicono 'ce la farò solo perché combatterò'… La retorica del 'forza guerriero non mollare', non mi piace, devo fare le cure, condurre una vita il più sana possibile, devo avere un atteggiamento positivo". "Non devono mollare i dottori, non molleranno. Sono seguito molto bene, francamente", dice Di Battista. "A Cuba mi hanno fatto un'operazione raffinatissima, nonostante abbiano usato tecnologie che qui si usavano 30 anni fa. Al Gemelli mi hanno detto che mi hanno fatto un'operazione raffinatissima. A Cuba non hanno nemmeno l'energia elettrica per sterilizzare gli strumenti. Cuba ha centrali che funzionano a combustibile, io sono stato operato in un ospedale senza acqua. Poi lì si è sparsa la voce che ci fosse un paziente italiano, ex parlamentare, il mio caso è diventato quasi politico: gli americani volevano operarmi per dimostrare che i cubani non fossero in grado. Erano in grado, in un paese sottoposto da Trump ad un assedio medievale: i cittadini portavano l'acqua al diciannovesimo piano dell'ospedale…". Ora "sto abbastanza bene, alcuni giorni meglio di altri. Oggi sono andato al mare e ho mangiato una bella frittura. Ogni giorno mi riprendo spazi di libertà…", aggiunge. "Mentre combattevo tra la vita e la morte, leggevo che qui c'era quella una polemica indegna sul volo di Stato" che avrebbe dovuto riportare a casa Di Battista. "Gli abbiamo dato una lezione di stile, sono tornato con un volo sanitario pagato dalla mia assicurazione. E' stata indegna la polemica come è stato indegno che alcuni giornali mi abbiano dato per morto più volte o abbiano inventato bollettini sanitari e malattie. Sul letto dell'ospedale ho scoperto di essere uscito da un coma in cui non sapevo di essere mai entrato. Il governo e la premier Giorgia Meloni si sono comportati bene con me, mi hanno espresso solidarietà. Meloni mi ha chiamato e mi ha detto di non badare alle polemiche oscene sul volo di Stato che non è mai stato un'ipotesi", aggiunge l'ex parlamentare. Inevitabilmente, la malattia ha sconvolto i progetti di Di Battista, compresi quelli relativi ad un'eventuale partecipazione alle elezioni politiche 2027. "Con l'associazione Schierarsi avevamo fatto tutti i passi giusti da anni per arrivare a questo appuntamento quantomeno nella condizione di decidere e di scegliere. Avevamo fatto tutto bene, poi la vita è imponderabil e succedono cose che uno non si aspetta. Ora la priorità per me è curarmi, presto dovrò iniziare le terapie e devo pensare ad altro. Lavoreremo per far crescere questa associazione che ha migliaia di iscritti e di giovani. Magari, quando ci saranno altre tornate elettorali in futuro" lavoreremo "per farci trovare pronti". Nella chiacchierata con Giovanni Floris, Di Battista si sofferma su diversi temi. Si parte da Cuba. "Da mesi Trump riesce a non far entrare una goccia di petrolio, le centrali elettriche non funzionano. La popolazione subisce l'assedio medievale, Trump spera che la popolazione si possa rivoltare contro il governo: tanti cubani magari detestano il governo ma non il sistema", afferma Di Battista. "Trump spera di vincere le elezioni con lo 'scalpo', ma io non la vedo così. I cubani sono abituati a soffrire, secondo me" Trump "non avrà uno scalpo da esibire". In Italia, il governo Meloni ha battuto ogni record di longevità. "Un governo lungo non è per forza sinonimo di buon governo. Di quale problema risolto si può vantare il governo Meloni? Può vantare risultati sul fronte dell'immigrazione, della natalità, della classe media? No", dice Di Battista. "Può vantare risultati sul fronte sicurezza? Quasi mai in Italia i cittadini si sono sentiti così insicuri", afferma. "Non potendo vantare risultati, ogni giorno cerca di distrarre", dice ancora facendo riferimento al decreto Scuola: "Non ci sono studentesse con il burqa. Questo dimostra la difficoltà politica". Nelle prossime elezioni, potrebbe essere decisivo Roberto Vannacci. "Ha ragione Grillo quando dice 'più lo sputi e più si appiccica'. La demonizzazione costante lo favorisce. Vannacci si alza la mattina, parla con i collaboratori e sa che per ogni concetto strampalato che tira fuori ci saranno interviste ad altri esponenti politici per avere commenti. E così Vannacci cresce per forza…", l'analisi di Di Battista. Capitolo Medio Oriente: Il premier israeliano "Netanyahu ha sempre avuto la comunità internazionale dalla propria parte: 21 pacchetti di sanzioni contro la Russia, zero contro Israele, che ha come leader un latitante internazionale. L'Ue è stata un ectoplasma. Ora Israele vuole fare in Cisgiordania quello che è stato fatto a Gaza. Netanyahu fa il 'bulletto' perché ha Trump dalla sua parte". La crisi Usa-Iran pare lontana da una soluzione. "Gli Usa non vincono una guerra dalla Seconda Guerra Mondiale. Ne iniziano tante ma non le vincono, scappano con le ossa rotte di notte come a Saigon o Kabul. Questa guerra l'hanno vinta i pasdaran con i barchini e qualche bazooka". Il presidente "Trump per obbedire a Netanyahu è entrato in una guerra contraria agli interessi statunitensi e l'ha persa". La crisi internazionale incide sul prezzo dell'energia e dei carburanti: "Il prossimo inverno, col trasporto solo su gomma, fare la spesa sarà un problema anche per chi ha uno stipendio buono. Io non attacco sempre la Meloni, ma la gente non ce la fa a fare il pieno". L'opposizione al governo è affidata al campo largo: "Io il Vannacci del centrosinistra? Non c'entro niente con Vannacci e non mi definisco di sinistra. Il campo largo è debole. Sulla questione dirimente dell'Ucraina, il Pd ha la stessa posizione della Meloni: come fa a vincere le elezioni? Non lo vedo bene il campo largo…".
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